AMMINISTRATORI INDIPENDENTI E FORMAZIONE

 In che modo l’amministratore indipendente può contribuire alla sostenibilità della vostra azienda?

Poiché la governance è soprattutto un gioco di poteri, è necessario prevedere un determinato numero di amministratori indipendenti all’interno dei Consigli d’Amministrazione o di Sorveglianza.

Ma chi è un amministratore indipendente? Un amministratore indipendente è un membro del Consiglio che risulta (a) essere privo di qualsiasi interesse e (b) contribuire, attraverso le proprie competenze e la propria libertà di giudizio, alla capacità del Consiglio di esercitare le sue funzioni. Al fine di poter essere classificato come indipendente, il membro del Consiglio non deve trovarsi in una condizione che potrebbe compromettere la sua indipendenza di giudizio o metterlo in una situazione di conflitto d’interessi reale o potenziale. Nel Codice AFEP-MEDEF si specifica che “l’espressione amministratore indipendente prevede non solo l’accezione di amministratore non esecutivo, ovvero che non esercita funzioni di direzione all’interno della società o del suo gruppo, ma anche quella di soggetto privo di specifici legami di interesse (azionista di rilievo, dipendente o altro) con gli stessi”.

L’amministratore indipendente offre all’azienda una prospettiva diversa, frutto delle sue esperienze personali. In questo modo contribuisce a rinnovare l’analisi dei dirigenti valutando, sotto un altro punto di vista, le problematiche della società.

L’amministratore indipendente è quindi in qualche modo il garante dell’interesse dell’azienda e della totalità delle parti interessate che partecipano alla creazione di valore aggiunto; rappresenta inoltre un parere nuovo, uno sguardo oggettivo rispetto alla strategia adottata dal Consiglio d’Amministrazione e dai suoi dirigenti.

Appare infine evidente che la funzione di amministratore indipendente richiede competenza ed esperienza; TIDO propone altresì una formazione in termini di conoscenza e attitudine.

Il ruolo dell’amministratore non può essere trascurato all’interno di un Consiglio d’Amministrazione (o comitato strategico); Consiglio d’Amministrazione che deve superare il concetto di semplice organo burocratico al fine di tutelare tutti gli azionisti e, più in generale, l’interesse dell’azienda e delle parti interessate.